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Contratto di agenzia

Contratto di agenzia

A norma dell’art. 1742 c.c. il contratto di agenzia è quello col quale una parte (agente) assume, stabilmente e verso retribuzione, l’incarico di promuovere contratti nell’interesse dell’altra (preponente) in una zona determinata.

La disciplina dettata dal codice civile è stata modificata, al fine di armonizzarla con le normative degli altri stati europei, dal d.lgs. 303/91 e dal d.lgs. 65/99 (per l’attuazione della direttiva CEE 653/86), dalla legge comunitaria 526/99 e dalla legge 422/00. La disciplina del contratto di agenzia è, inoltre, regolata anche da accordi economici collettivi stipulati da associazioni sindacali di categoria.

L’agente è, a tutti gli effetti, un ausiliario autonomo dell’imprenditore e può essere considerato imprenditore lui stesso, in quanto per lo svolgimento della propria opera può avvalersi di una propria struttura.

L’attività dell’agente si sostanzia nella stimolazione degli ordini, da parte della clientela di una determinata zona, di beni e servizi, nella ricerca, quindi, di compratori e di utenti in generale; l’agente si incarica di prendere contatto con gli stessi clienti e di occuparsi delle eventuali trattative, devolvendo la chiusura dell’affare al preponente, al quale spetta anche la conclusione dei contratti.

Gli altri elementi caratteristici, e necessari, del rapporto di agenzia, oltre a quello del reperimento della clientela, si rinvengono nella stabilità dell’incarico e nella precisa determinazione della zona di operatività dell’agente.

L’attività di agente è disciplinata dalla legge 204/85 e successive modifiche, la quale disciplina si applica sia gli agenti di commercio (sforniti del potere di rappresentanza) che i rappresentanti di commercio (dotati di tale potere e, pertanto, abilitati anche alla conclusione dei contratti direttamente in nome e per conto del preponente). La stessa legge istituisce un ruolo degli agenti e dei rappresentanti di commercio nel quale è obbligatoria l’iscrizione per coloro i quali intendano svolgere tale professione. A fronte di tale obbligo dottrina e giurisprudenza ricollegano la nullità del contratto di agenzia nei confronti di coloro i quali non siano iscritti in tale ruolo.

Per quanto attiene gli obblighi in capo all’agente egli:

  • non può agire nella zona e nel settore di attività del preponente per imprese che si pongano in concorrenza col preponente stesso;
  • nell’esecuzione del contratto è tenuto ad usare la diligenza del buon padre di famiglia ed a comportarsi in conformità delle istruzioni ricevute; deve, pertanto, fornire al preponente le informazioni riguardanti le condizioni di mercato nella zona assegnatagli ed ogni altra informazione utile per valutare la convenienza dei singoli affari. E’ nullo ogni patto contrario.
  • è tenuto all’osservanza degli obblighi che incombono al commissionario, ad eccezione di quelli di cui all’art. 1736 c.c., in quanto non siano esclusi dalla natura del contratto di agenzia;
  • deve comunicare al preponente ogni impedimento che non gli consenta di eseguire l’incarico affidatogli essendo tenuto, in difetto, ai danni.
Il preponente, di converso, è tenuto:
  • ad agire con lealtà e buona fede nei rapporti con l’agente;
  • a corrispondere all’agente una provvigione sugli affari conclusi per sua opera, provvigione che si determina in percentuale all’importo degli affari trattati dallo stesso; la misura della provvigione, in mancanza di accordo, si determina in base alla tariffe o agli usi.
Come appena detto l’agente ha diritto ad una provvigione per gli affari conclusi, ma non su tutti; solo su quelli andati a buon fine, da intendersi come tali quelli che abbiano avuto una regolare esecuzione. Qualora l’affare abbia avuto una esecuzione solo parziale sarà dovuta all’agente una provvigione per la parte di contratto effettivamente eseguita.

Il contratto di agenzia può essere stipulato a tempo determinato od indeterminato; in quest’ultimo caso ciascuna delle parti può recedere dallo stesso entro un termine stabilito, ma non prima del temine stabilito dall’art. 1750 c.c. (da un mese a sei mesi a seconda della durata del rapporto). Qualora, invece, nel caso di contratto a tempo determinato, le parti continuino, successivamente alla scadenza, a dare esecuzione allo stesso, il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

In base al disposto dell’art. 1751 c.c. il preponente, all’atto di scioglimento del rapporto è tenuto a corrispondere all’agente una indennità (indennità di fine rapporto), qualora ricorra almeno una delle seguenti condizioni:

  • che l’agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari coi clienti esistenti e al preponente derivino ancora sostanziali vantaggi dagli affari con tali clienti;
  • che il pagamento di tali indennità sia equo , tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto e delle provvigioni che risultano dagli affari con tali clienti e che l’agente viene a perdere.
L’indennità non è dovuta (pur ricorrendone le condizioni):
  • quando il preponente abbia risolto il contratto per inadempimento imputabile all’agente che non consenta, per la sua gravità, la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto;
  • quando sia stato l’agente a recedere dal rapporto, a meno che il recesso sia giustificato o da circostanze attribuibili al preponente o da circostanze relative all’agente, quali età, infermità o malattia, per le quali non può essergli ragionevolmente richiesto di proseguire l’attività;
  • quando, in base ad un accordo col preponente, l’agente ceda ad un terzo i diritti e gli obblighi che gli derivino dal contratto di agenzia.
È onere dell’agente, ai sensi dell’art. 1751, 5 co. c.c. quello di comunicare, a pena di decadenza, al preponente, la volontà di avvalersi del diritto all’indennità.

La misura di detta indennità viene calcolata, ai sensi dell’art. 1751 3° co. c.c., sulla base della media delle retribuzioni percepite dall’agente negli ultimi cinque anni.

Una categoria a parte di agenti sono gli agenti di assicurazione, che possono essere distinti in:

  • agenti in economia, i quali possono essere equiparati a lavoratori subordinati delle compagnie, assumendo la veste di institori o procuratori, prestano la propria attività presso sedi secondarie delle stesse. Hanno poteri di rappresentanza e possono stipulare contratti di assicurazione;
  • agenti a gestione libera, i quali operano in virtù di un rapporto di agenzia; i rapporti tra gli stessi e la compagnia vengono regolati, in via principale, dagli accordi collettivi di categoria o dagli usi e, solo in via residuale, dalle norme del codice. Tali agenti sono tenuti all’iscrizione in apposito albo e svolgono, in aggiunta alla promozione degli affari, anche alcuni servizi.
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