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Contratto di mediazione

Contratto di mediazione

Il contratto di mediazione, disciplinato dagli artt. 1754 – 1765 c.c. regola l’attività di colui il quale mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

La legge 39/1989 ha istituito, presso le Camere di Commercio, il ruolo dei mediatori, diviso in tre sezioni, all’interno del quale sono tenuti all’iscrizione coloro i quali vogliano esercitare tale attività. La summenzionata legge contiene, al proprio interno, anche numerose disposizioni che incidono sulla disciplina codicistica.

Per l’esercizio della propria attività il mediatore deve realizzare un contatto diretto e personale tra le parti dell’affare, intendendosi per affare qualunque operazione che abbia un contenuto economico, o con almeno una parte; il mediatore può, infatti, avere l’incarico anche da una sola delle parti, difettando una previsione normativa che imponga l’incarico da parte della totalità dei contraenti.

Deriva dalla previsione dell’art. 1754 c.c. la impossibilità di svolgere opera di mediazione da parte di colui il quale sia legato ad una delle parti o abbia alcun interesse nell’affare da compiersi. L’art. 1761 c.c. prevede, però, che lo stesso mediatore, successivamente alla conclusione del contratto, possa essere incaricato da una delle parti di rappresentarla negli atti relativi alla esecuzione dello stesso.

Tratti distintivi del mediatore, derivanti dalla definizione dello stesso data dall’art. 1754 c.c. sono quelli dell’occasionalità e della libertà di azione, lo stesso infatti, dopo aver ricevuto l’incarico, è libero di determinare la propria azione come meglio crede e di rinunciare alla prosecuzione dell’incarico ottenuto. Di converso anche il contraente sarà libero di concludere o meno l’affare.

Per l’attività prestata il mediatore ha diritto ad un compenso, che è però legato alla conclusione dell’affare tra i contraenti pur essendo indipendente dal buon fine dello stesso; in difetto avrà, salvo patti o usi contrari, solo diritto al rimborso delle spese da parte della parte che ha conferito l’incarico.

A norma dell’art. 1758 c.c. qualora l’affare sia concluso per opera di più mediatori, ciascuno di essi avrà diritto ad una quota della provvigione.

Per quanto attiene l’attività del mediatore la legge impone allo stesso il segreto professionale e la comunicazione alle parti delle circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell’affare, che possano influire sulla conclusione di esso, l’art. 1760 c.c. impone inoltre al mediatore professionale ed una serie di doveri no rispettando i quali lo stesso incorrerà nelle sanzioni previste dall’art. 1764 c.c.

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