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Sentenze

Sentenze: Contratti

Contratto di mediazione - Attività svolta da società - Iscrizione nel ruolo. (Legge 39/1989, articolo 3)
Tutti coloro che esercitano le attività di mediazione per conto di imprese organizzate, anche in forma societaria, devono essere iscritti nell’apposito ruolo professionale, a norma dell’articolo 3, comma 5, della legge 39/1989, mentre secondo l’articolo 11 del relativo regolamento di attuazione, emanato con Dm 21 dicembre 1990 n. 452, in caso di esercizio dell’attività di mediazione da parte di una società, i requisiti per l’iscrizione nel ruolo debbono essere posseduti dal legale rappresentante della società ovvero da colui che da quest’ultima è preposto a tale ramo di attività. Se ne ricava che per gli ausiliari della società di mediazione è prescritta l’iscrizione nel ruolo solo quando, per conto della società, risultino assegnati allo svolgimento di attività di mediazione in senso proprio, della quale compiono gli atti a rilevanza esterna, con efficacia nei confronti dei soggetti intermediari, e impegnativi per l’ente da cui dipendono; essa non è invece richiesta per quei dipendenti della società che esplicano attività accessoria e strumentale a quella di vera e propria mediazione, in funzione di ausilio ai soggetti a ciò preposti.
Cass. Sezione III, sentenza 16 gennaio 2006 n. 729

Gravi difetti della costruzione - Alterazioni incidenti sulla funzionalità dell’immobile. (Cc, articolo 1669)
Ai fini della responsabilità del costruttore di cui all’articolo 1669 del Cc si ritiene che i gravi difetti di costruzione, che danno luogo alla garanzia prevista nell’articolo suddetto, non si identificano con i fenomeni che influiscono sulla staticità, durata e conservazione dell’edificio, ma possono consistere in tutte le alterazioni che, pur riguardando direttamente una parte dell’opera, incidano sulla struttura e funzionalità globale, menomando apprezzabilmente il godimento dell’opera medesima.
Sezione II, sentenza 4 novembre 2005 n. 21351

Contratto di appalto - Rovina e difetti di cose immobili. (Cc, articolo 1669)
Tra i gravi difetti della costruzione che, ai sensi dell’articolo 1669 del Cc, danno luogo a responsabilità dell’appaltatore nei confronti del committente sono comprese sia le deficienze costruttive vere e proprie (quelle, cioè, che si risolvono nella realizzazione dell’opera con materiali inidonei e/o non a regola d’arte) sia le carenze riconducibili a erronee previsioni o prescrizioni esecutive del committente, accettate o condivise dall’appaltatore e, pertanto, tradottesi in vizi costruttivi. Sussiste, infatti, la responsabilità dell’appaltatore anche per i gravi difetti che siano conseguenza delle imperfezioni del progetto da altri predisposto, atteso che l’appaltatore, anche quando è chiamato a realizzare un progetto altrui sotto il controllo e la vigilanza di un tecnico indicato dal committente conserva sia pure in parte la sua autonomia, essendo comunque tenuto a seguire nell’esecuzione dell’opera le regole dell’arte e a assicurare un risultato tecnico conforme alle esigenze del committente.
Sezione II, sentenza 10 marzo 2006 n. 5272

Leasing - Lease back - Validità - Condizioni. (Cc, articoli 1344, 1418 e 2744)
In linea di massima lo schema contrattuale del lease back è astrattamente valido, in quanto contratto di impresa socialmente tipico. Sussiste, comunque, la necessità di verificare, caso per caso, l’assenza di elementi patologici sintomatici di un contratto di finanziamento assistito da una vendita in funzione di garanzia, volto, cioè, ad aggirare, con intento fraudolento, il divieto di patto commissorio previsto dall’articolo 2744 del Cc e, pertanto, sanzionabile, per illiceità della causa, con la nullità, ai sensi dell’articolo 1344 in relazione all’articolo 1418 del Cc. Al riguardo, gli elementi ordinariamente sintomatici della frode alla legge sono essenzialmente tre, così individuati: a) presenza di una situazione di credito e debito tra la finanziaria (concedente) e l’impresa venditrice utilizzatrice, preesistente o contestuale alla vendita; b) difficoltà economiche della venditrice, legittimanti il sospetto di un approfittamento della sua condizione di debolezza; c) sproporzione tra il valore del bene trasferito e il corrispettivo versato dall’acquirente, che confermi la validità di tale sospetto. Solo il concorso delle condizioni sopra indicate vale a fondare ragionevolmente la presunzione che il lease back sia stato impiegato per eludere il divieto di patto commissorio e sia pertanto nullo perché in frode alla legge.
Sezione III, sentenza 14 marzo 2006 n. 5438

Corrispettivo dell’appalto - Determinazione da parte del giudice. (Cc, articolo 1346)
In tema di appalto, il giudice, in deroga alla disposizione di carattere generale di cui all’articolo 1346 del Cc, può determinare la misura del corrispettivo nell’ipotesi in cui le parti, pur avendolo pattuito, non ne hanno provato la differente misura rispettivamente dedotta, oppure quando l’appaltatore non abbia fornito la prova della congruità della somma richiesta, alla stregua della particolare natura e dell’entità dell’opera stessa.
Sezione III, sentenza 16 maggio 2006 n. 11364


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