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Sentenze

Sentenze: S.p.A. - Società per azioni e S.a.p.a. - Società in accomandita per azioni

Obbligazioni - Pluralità di emissioni - Unica assemblea - Esclusione. (Cc, articoli 2377, 2415 e 2416)
Se la società ha posto in essere una pluralità di emissioni obbligazionarie non sussiste alcun interesse comune che leghi tra di loro i sottoscrittori dei diversi prestiti. Ciascuno di questi, infatti, è dotato di un proprio specifico regolamento negoziale, rispetto al quale i sottoscrittori del prestito diverso sono estranei. L’eventuale modificazione delle condizioni di ogni prestito richiede, perciò il consenso unicamente dei sottoscrittori di quella particolare emissione nella peculiare forma assembleare indicata dall’articolo 2415 del Cc perché soltanto a essi fa capo i relativo rapporto obbligatorio con la società emittente. Nessuna plausibile ragione consente di ammettere che una siffatta modificazione possa, viceversa, essere approvata con il concorso anche di soggetti estranei al prestito le cui condizioni si intendono modificare. Nell’eventualità - infine - sia stata convocata e svolta un’unica assemblea, comprendente sottoscrittori derivanti da prestiti diversi la relativa delibera non è annullabile, ma giuridicamente inesistente.
Cass. Sezione I, sentenza 31 marzo 2006 n. 7693

Riduzione nominale del capitale sociale - Per adeguarlo al patrimonio netto. (Cc, articoli 2445, 2446 e 2447)
In materia di riduzione nominale del capitale sociale, ove questo sia eseguito per adeguare il capitale sociale al patrimonio netto, la fattispecie rappresenta ipotesi che non è specificamente regolata dal legislatore. Questi, infatti, ha predisposto specifica disciplina nell’articolo 2445 del Cc per il caso di riduzione, anch’essa facoltativa, ma effettiva, vale a dire per esuberanza, e per quello di riduzione per perdite ma non già facoltativa bensì obbligatoria, che è oggetto della previsione testuale dell’articolo 2446 del Cc e per la species più grave in cui il capitale sociale sia stato totalmente eroso a causa delle perdite, dell’articolo 2447 del Cc. Emerge, pertanto, dal quadro normativo riferito che delle tre ipotesi di riduzione del capitale sociale per perdite, quella per perdite inferiori al terzo e le altre due per perdite superiori al terzo, la prima non è stata specificamente regolamentata. Tale constatazione non legittima, tuttavia, l’affermazione di esistenza di un vuoto normativo cui consegua un’articolazione dell’operazione rimessa alla mera discrezionalità dei singoli enti, i quali rimarrebbero liberi di disciplinarla secondo criteri e scansioni che finirebbero per essere del tutto difformi da caso a caso, a seconda delle singole specifiche previsioni statutarie. È evidente, pertanto, l’esigenza anche attesa l’influenza dell’operazione sugli interessi dei terzi, e segnatamente dei creditori sociali, le cui ragioni sono garantite proprio dal capitale sociale, che l’operazione stessa si attui alla stregua di un modello astrattamente predefinito, che offra adeguata garanzia di protezione sia per l’una che per l’altra categoria di soggetti interessati e che, nel silenzio del legislatore, deve necessariamente mutuarsi dall’istituto, espressamente regolamentato dall’articolo 2466 del codice civile
Cass. Sezione I, sentenza 13 gennaio 2006 n. 543

Sequestro preventivo penale - Nomina del custode di azioni di una Spa - Diritti e poteri del custode. (Cc, articoli 2370, 2377 e 2378)
è il custode-sequestratario di azioni societarie - e non il socio soggetto al provvedimento di sequestro - che ha il diritto d'intervento e di voto in assemblea e a cui compete altresì il diritto d'impugnare le delibere assembleari. In tal senso si precisa che il diritto di voto in assemblea e il diritto d'impugnazione delle delibera assembleare sono diritti non scindibili e pertanto l'uno non può prescindere dall'altro.
Cass. sezione I civile - sentenza 22 settembre-11 novembre 2005 n. 21858

Azioni - Sequestro preventivo penale - Azione in giudizio di annullamento delle deliberazioni - Spettanza al custode. (Cc, articoli 2377 e 2378; Cp, articolo 321)
Il sequestro preventivo penale ex articolo 321 del Cp di quote o azioni sociali trasferisce dal socio sequestrato al custode penale non soltanto il diritto di voto in assemblea, ma anche quello di agire in giudizio per l’annullamento, ai sensi degli articoli 2377 e 2378 del Cc, delle relative deliberazioni assunte.
Cass. Sezione I, sentenza 17 novembre 2005 n. 21858


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