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Trasformazione, Fusione, Scissione delle società

L’istituto della trasformazione di società, disciplinato dagli artt. 2498-2500 novies c.c, si ha allorché una società adotti un modello societario diverso da quello originario.

La normativa si riferisce alla trasformazione tra due modelli societari omogenei (trasformazione omogenea), ad esempio da un tipo ad un altro nell’ambito di società lucrativa o da un tipo all’altro di società mutualistica. Questo per distinguere tale operazione dall’altra, denominata trasformazione eterogenea, disciplinata dagli artt. 2500 septies ed octies che si verifica quando venga mutato lo scopo dell’ente, ad esempio da società commerciale in consorzio, società consortile, comunione d’azienda, associazione non riconosciuta, fondazione.

La fusione di società, disciplinata dagli artt. 2501-2505 quater c.c. si ottiene quando da una pluralità di società se ne sostituisce una sola.

Possono verificarsi due situazioni:

  • una o più società si fondono in una di esse, che le assorbe (fusione per incorporazione);
  • una o più società si fondono in altra del tutto nuova (fusione vera e propria).
Anche la fusione può aver luogo tra società dello stesso tipo (fusione omogenea) o di tipo diverso (fusione eterogenea). Non possono partecipare, a norma dell’art. 2501 c.c. le società sottoposte a procedure concorsuali né quelle in liquidazione che abbiano iniziato la distribuzione dell’attivo.

Il procedimento consta di tre fasi:

  1. predisposizione del progetto di fusione;
  2. decisione sulla fusione;
  3. stipula dell’atto di fusione.
Il progetto di fusione viene predisposto da parte degli amministratori delle società che si fondono.

Tale progetto, disciplinato dall’art. 2501 ter, viene redatto al fine di poter regolare il rapporto di cambio, mediante il quale sarà possibile distribuire le partecipazioni societarie della nuova società o di quella incorporante; è composto da una situazione patrimoniale, una relazione dell’organo amministrativo e da una relazione degli esperti. All’interno del progetto di fusione sono indicati il tipo, la denominazione e la sede delle società partecipanti; viene inoltre predisposto l’atto costitutivo della nuova società o di quella incorporante, con quelle modificazione che si rendano necessarie in seguito alla fusione. Il progetto di fusione deve essere depositato per l’iscrizione presso il Registro delle Imprese delle località nelle quali hanno sede le società partecipanti almeno trenta giorni prima della data fissata per la deliberazione di fusione, tale termine può essere eliminato con rinuncia dei soci all’unanimità.

Al fine di deliberare la fusione ogni società dovrà approvare il relativo progetto, con le maggioranze previste per le modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto per le società di capitali e col consenso della maggioranza dei soci in funzione della partecipazione agli utili, salvo diversa previsione dell’atto costitutivo o dello statuto nelle società di persone. Tali deliberazioni dovranno essere depositate presso il Registro delle Imprese.

Gli articoli 2503 e 2503 bis regolano il regime delle opposizioni alle delibere.

Il procedimento termina, infine, con la stipula dell’atto di fusione il quale deve risultare da atto pubblico e deve essere depositato, ai sensi dell’art. 2502 bis, unitamente ai documenti indicati dall’art. 2501 sexies a cura del notaio o degli amministratori della nuova società o della incorporante, entro trenta giorni dalla stessa stipula presso il Registro delle Imprese delle società partecipanti, della nuova società o della incorporante.

La nuova società o l’incorporante assume i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione.

Gli effetti della fusione decorrono, di norma, dall’ultima delle iscrizioni dell’atto pubblico nel Registro delle Imprese.

La società che risulta dalla fusione non può assegnare azioni o quote in sostituzione di quelle delle società partecipanti che le società medesime possiedono sia direttamente, che per il tramite di società fiduciarie i interposta persona. Tale divieto si estende anche alla società incorporante in relazione a quote ed azioni delle partecipanti possedute da queste o dalla stessa incorporante.

Salvo il consenso dei creditori la fusione attuata con la nascita di nuova società o mediante incorporazione in società di capitali non libera i soci a responsabilità limitata per le obbligazioni delle società partecipanti anteriori all’ultima delle iscrizioni dell’atto di fusione.

L’istituto della scissione di società, previsto dall’art. 2506 c.c., può assumere due tipologie:

  • nella prima (vera e propria scissione) una società assegna la totalità del suo patrimonio a due o più società, preesistenti o di nuova costituzione;
  • nella seconda (scissione parziale) la società assegnerà solo una parte del proprio patrimonio ad una o più società, preesistenti o di nuova costituzione.
A seguito della scissione la società scissa potrà o procedere allo scioglimento senza liquidazione o continuare la propria attività.

Analogamente al fenomeno della fusione, anche qui, ai sensi dell’art. 2506 c.c., non è consentito partecipare alla scissione per quelle società che siano in liquidazione ed abbiano iniziato la distribuzione dell’attivo.

La disciplina ricalca in gran parte quella dettata in tema di fusione, l’art. 2506 c.c. infatti opera in tal senso un rinvio alla gran parte delle norme; anche nella scissione, infatti, gli amministratori delle società partecipanti hanno l’onere di predisporre un progetto di scissione che le assemblee delle singole società dovranno approvare. Tale progetto conterrà, quindi, i documenti richiesti dall’art. 2501 ter c.c. nonché l’esatta descrizione degli elementi patrimoniali da assegnare a ciascuna delle società beneficiarie e dell’eventuale conguaglio in danaro, conterrà inoltre i criteri di distribuzione delle azioni e quote delle società beneficiarie. Gli stessi amministratori delle società partecipanti predisporranno inoltre una situazione patrimoniale, una relazione in ordine ai profili giuridici ed economici dell’operazione (tale ultima incombenza può essere omessa qualora i soci, all’unanimità, ne esonerino l’organo amministrativo). Tale progetto verrà iscritto presso il Registro delle imprese delle località nelle quali hanno sede le società partecipanti.

Segue la vera e propria stipula dell’atto di scissione, con successivo deposito presso lo stesso Registro e la pubblicazione, ai sensi dell’art. 2504 c.c.

L’art. 2506 quater c.c. disciplina gli effetti della scissione prevedendo che gli stessi decorrano dall’ultima delle iscrizioni dell’atto di scissione nell’ufficio del Registro delle Imprese in cui sono iscritte le società beneficiarie e che ciascuna società beneficiaria possa effettuare gli adempimenti pubblicitari relativi alla società scissa. Prevede, inoltre, la responsabilità solidale di ciascuna società, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, per i debiti della società scissa non soddisfatti dalla società cui essi fanno carico.

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